Ristorante algerino nel cluster bio-mediterraneo

Cena in Expo al ristorante algerino

ristorante algerino expo
ristorante algerino nel cluster bio-mediterraneo in Expo

Il cluster bio-mediterraneo è probabilmente il più interessante e meglio riuscito dei 9 cluster realizzati in Expo, con i piccoli edifici dei vari paesi che si affacciano sul Mare Nostrum disposti intorno a una graziosa piazzetta caratterizzata da una declinazione di blu e azzurri che richiamano i colori del mare.
Arrivata l’ora di cena, tra i vari padiglioni del cluster, siamo attirati dai profumi avvolgenti e speziati provenienti dal ristorante del padiglione dell’Algeria, come Yoghi e Bubu dai cestini delle merende nel parco di Yellowstone. Una piccola sala, talmente ben arredata e curata in ogni particolare da darci l’illusione di essere veramente in Nord Africa, ci accoglie per una degustazione di piatti tipici algerini. Il ristorante algerino è molto caratteristico, pochi tavoli ben apparecchiati, su cui troneggia la tipica tajine in terracotta accanto a un minuscolo calice con fiori freschi, sono disposti sui grandi tappeti che dal pavimento salgono lungo la panca laterale ricoprendone la seduta. Il vasellame tipico algerino si intona perfettamente con le pareti in stile moresco e con l’abbigliamento tradizionale del personale di sala.

ristorante algerino interno expo
ristorante algerino nel cluster bio-mediterraneo in Expo

Al contrario di quanto capita di leggere a riguardo dei prezzi dei ristoranti in Expo, il costo del ristorante algerino è decisamente abbordabile: 10 euro per un ricco buffet freddo di antipasti e frutta, che salgono a 16 euro se si aggiunge il piatto caldo del giorno. Non viene servita nessuna bevanda alcolica, ma uno dei camerieri, molto gentilmente, ci consiglia di acquistare il vino altrove e di portarlo senza problemi al nostro tavolo. Così, dopo una rapida tappa al limitrofo padiglione di San Marino, torniamo in Algeria con la nostra bella mezza bottiglia di vino bianco e appena seduti un altro cameriere dall’aspetto serissimo e dallo sguardo inquietante, dopo un saluto estremamente educato, prende con decisione possesso del nostro vino e scompare dietro a una tenda, senza proferire verbo alcuno. Ci sorge il leggerissimo dubbio di essere stati vittime di un misunderstanding linguistico o, peggio ancora, che il cameriere algerino non abbia affatto gradito la presenza dell’alcool nel suo locale. Temendo, visto il piglio da feroce Saladino, che torni a spiegarcelo in arabo brandendo una scimitarra, con nostro grande stupore lo vediamo invece ricomparire con bottiglia, cavatappi e secchiello del ghiaccio. La nostra bottiglia viene elegantemente adagiata sui freschi cubetti, con grande professionalità ci versa anche il vino per il consueto assaggio e, come nei migliori ristoranti, la bottiglia non tornerà più al tavolo, ma sarà il cameriere-sommelier a provvedere alla mescita ogniqualvolta si renderà necessario. Che chic!
Nel ristorante algerino la grazia, l’educazione e la professionalità dei camerieri è esemplare, un servizio di prim’ordine, retaggio certo della grande scuola alberghiera francese. Tra l’altro, a ogni vostro Merci – Grazie -Thank you, risponderanno con le parole “Je vous en pris, Madame” che a me, lo confesso, fa sempre un bell’effetto, richiamando alla memoria versi dell’amor cortese e gesta cavalleresche della letteratura romanza.

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Buffet del ristorante algerino in Expo

Ma torniamo al cibo. Il buffet è straordinariamente ricco e comprende olive nere, olive verdi condite, sigari di pasta croccante ripieni di carne, due diverse mousse di melanzane, delle quali una piccante, ottime patate in insalata con prezzemolo, cetrioli e pomodori conditi, un piccantissimo mix di pomodori e aromi vari, lenticchie stufate, carote bollite e altri piatti in prevalenza vegani, tutti molto appetitosi e realizzati con materie prime freschissime e di qualità.
Molto interessante anche la scelta di tre tipi diversi di pane home made che può essere insaporito con un prelibato mix di olio, alloro e spezie varie.
Piacevolmente sazi dopo gli antipasti, anche perchè ci si può servire dal buffet senza alcun limite, non abbiamo preso il piatto caldo e siamo passati direttamente alla zona dessert, dove il cameriere ci ha servito una ricca e freschissima macedonia a base di arance, mele e menta.
Terminata la cena ci siamo complimentati con il responsabile di sala per l’ottima accoglienza e il superbo servizio, intessendo una lunga e gradevole conversazione in francese sugli aspetti meno conosciuti della cucina algerina e delle tradizioni culinarie di questo paese. Una delle meraviglie di Expo è proprio questa, incontrare persone provenienti da tutto il mondo disponibili al dialogo, un’occasione unica per imparare e per migliorare le proprie conoscenze linguistiche senza muoversi da Milano.

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Mise en place ristorante algerino in Expo

Abbiamo trascorso una serata così piacevole che, passato qualche giorno, dopo aver consigliato questa gradevole esperienza a parenti, amici e anche a semplici conoscenti, abbiamo deciso di tornare al ristorante algerino. Ma il brano remix del lato B non suona però come la versione originale del lato A, dapprima la puntina si incanta e poi il disco salta. Il problema non è certo la qualità del cibo, di cui ne confermiamo assolutamente il valore, ma un improvviso lievitare del prezzo, purtroppo moda ormai abbastanza diffusa in Expo. La variante antipasto più dolce a € 10 non esiste più, è stata sostituita dalla cena completa a prezzo fisso, antipasti più zuppa del giorno a 15 euro, ma purtroppo il dolce non è più compreso nel prezzo e richiede un extra di 4 euro. Bisogna dire che i prezzi del ristorante algerino, nonostante il rincaro, rimangono comunque contenuti, soprattutto in relazione alla grande qualità, alla bellezza del locale e all’ottimo servizio.

buffet due ristorante algerino expo
Piatti ristorante algerino in Expo

Tra le novità positive da segnalare, la possibilità di accompagnare la cena con vino algerino. La scelta è però limitata a una sola etichetta: un rosé, venduto a 4 € il calice, molto particolare, non filtrato e quindi un po’ torbido, tutto sommato onesto e che ben si abbina ai piatti del buffet.

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Il tè algerino in Expo

A fine cena ci viene servito e offerto il tipico tè algerino con zucchero e menta. Il tempo di preparare l’infuso e il solito cameriere, tenendo con una mano un vassoio con bellissimi bicchieri, inizia a versare il tè in maniera alquanto scenografica, alzando e allontanando sempre più la teiera dal bicchiere man mano che il liquido scende, creando una sorta di effetto a fontana.

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Come si serve il tè nel ristorante algerino in Expo

Incastonato come una gemma preziosa nel bellissimo cluster bio-mediterraneo, il ristorante del padiglione dell’Algeria in Expo è stato proprio una gran bella scoperta, il luogo ideale dove gustare un’ottima cena,  in un ambiente caratteristico, con un servizio eccellente e a un prezzo contenuto.

Alziamo le forchette, si vota!
Locale: bello, caratteristico e curato nei particolari, 8.
Servizio: molto buono, uno dei migliori di Expo, 8.
Lingue parlate: francese, arabo, inglese, poco italiano, 8.
Menu: buffet vario, 8.
Cucina: ingredienti di qualità, molto buona, 8.
Conto per 2: € 20 il primo round per 2 buffet comprensivi di frutta, € 38 il secondo round per 2 buffet più acqua e vino ma senza dessert.
Fascia di prezzo: primo round bassa voto 10, secondo round media, voto 7.
Rapporto qualità prezzo: ottimo nel primo round, voto 9; discreto nel secondo round, 7.

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